Trailer machinima from the original Guido Crepax 'Riflesso' Graphic Novel, published in 1984.
Screenplay adaptation by Caterina Crepax, Voice of Nicoletta Mandelli. Director and Machinimist Luca Lisci.
First presented live in Museo della Triennale , Milano and Rome's ARA PACIS auditorium in summer 2009.
Save the date for the extended version live in Rome, EUR Palazzo dei Congressi for Digital Café event December 8 2009. Continua
Aggiunto da Marta Lanzius su 20 Novembre 2009 a 17:55 —
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Tanto veloci erano i passi di Luna da non affondare nel terreno impregnato d'acqua. Il silenzio era rotto dal ritmo costante della sua corsa accompagnata dalle urla degli orchi che la inseguivano. La paura trasmise energia al corpo dell'animale, che si addentrava nel buio della foresta di Iridian. Le chiome folte degli alberi impedivano la propagazione dei sottili raggi della luna e,in quell'ambiente impestato da odori nauseabondi, la lupa non riusciva a trovare le tracce che la riportassero all… Continua
Aggiunto da Emanuele Cerullo su 20 Febbraio 2009 a 15:28 —
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“Passa la bellezza nei tuoi occhi neri, scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri”
Incroci di gambe, segnaletiche di sguardi,
“Passa la bellezza nei tuoi occhi neri e stravolge il canto della vita mia di ieri”
sono gli abiti maldestri di questa notte, parabola sarcastica e mal cucita.
“Tutta la bellezza, l’allegria del canto, che mi fa tremare quando tu mi passi accanto”
I brividi che mi dai non somigliano a un amore perverso, consumato e stravolto su volti sconosciuti.
“Ho paura dell… Continua
Aggiunto da Giaciglio su 13 Febbraio 2009 a 11:22 —
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Sono sola in questa stanza, le luci colorano di arancio il buio mentre tu mi guardi e ridi. Sei lì che giochi e mi fai le smorfie, io mi volto e rido di gusto. Sei l’unico che sappia illuminare il mio viso nel buio. Peccato che non sei reale come reale è questa fila di denti bianchi che non si dischiudono in bacio. Scambio solo sorrisi col vuoto. Continua
Aggiunto da Giaciglio su 2 Febbraio 2009 a 21:44 —
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Signore,
per il pensiero che oscilla tra l’esistente e l’impossibile
per quegli acini di angoscia mal sotterrati
per l’indicibile desiderio di prendere la luna
tutti gli astri e quei fantasmi nel cielo
e portarli qui sulla terra a marcire
Signore,
per lui che forse non esiste
e per me che ballo sempre lo stesso valzer
di incantata prefabbricata solitudine
per tutto questo astratto dolore
e l’insoddisfazione
accetta il mio ringraziamento
perché è in questo anfratto di tristezza
che apprezzo il so… Continua
Un Caro saluto a PINA!!!
L'Erba Voglio
Voglio portarti via
quando dormi
e i tuoi sogni intraprendono
la strada del mattino.
Voglio rubarti alla luce
per confondere
gioventù e vecchiaia
esperienza e sfrontatezza.
Ma l'erba voglio
è appassita da tempo.
Da l'erba voglio Arturo Caccia 2006Continua
Aggiunto da Arturo su 29 Gennaio 2009 a 13:52 —
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Ho una pistola puntata alla testa.
Così, all'improvviso.
Lavoravo alle ultime tavole del progetto, quando ho sentito per la prima volta il freddo della canna sulla tempia.
Era gentile, all'inizio. Una pressione debole, quasi un sollievo.
Né mi turbavano i bambini che mi incontravano per le strade della città, indicandomi sorpresi.
"Mamma, quell'uomo ha una pistola puntata alla testa".
Alzavo le spalle e continuavo a camminare, senza neanche guardare quelle madri, più stupite dei loro figl… Continua
Comincia la fase più importante del nostro lavoro: la pubblicazione dei testi!
Chi è interessato a sottoporre i propri romanzi, poesie o raccolte di racconti, può inviare il materiale, corredato da curriculum vitae e recapiti telefonici al seguente indirizzo:
pina.varriale@libero.it
Valuteremo le vostre opere e quelle che saranno considerate valide, verranno pubblicate in versione cartacea da Project Over Eternity senza alcuna spesa da parte dell'Autore.
In bocca al lupo a voi tutti. Continua
Lei danza.
Sul fumo di una sigaretta.
Sul nulla intorno.
Occhi bramosi incapaci di amare, padroni del suo corpo,
suggono nettare da brandelli di pelle in fiore
senza poter scalfire, neppure per un attimo,
l'anima che è altrove.
Danza.
Fili di luce sulle unghie torturate,
rivelano a chi non punta altre destinazioni del suo corpo,
l'ansia, l'attesa. La disperazione.
Esorcizza la vita e il suo piattume
con movenze ingenuamente sensuali,
dolce martirio per chi sta sotto l'improbabile palco.
Lei danz… Continua
Madre di tutti, la montagna, ma più spesso matrigna.
Avara di cibo e di lavoro, generosa dispensatrice solo di fatiche, di pericoli e di tragedie.
Non c’era famiglia, in quelle borgate di case strette una all’altra in piccoli gruppi lungo le valli, che non contasse fra i propri legami una persona scomparsa a causa della montagna.
Angelina conservava memoria di un’infanzia vissuta prima che le nuove strade, le ferrovie e i capannoni delle fabbriche riempissero i fondovalle, attirando verso il bas… Continua
Se i venti avversi della vita ti avessero portato a divenire zoppa
il mio braccio non si sarebbe allontanato da te,
per accompagnarti,
e ti avrei amata allo stesso modo.
Forse, con maggiore tenerezza.
Se tuoni e fulmini maligni ti avessero costretta su una sedia,
le ruote a mò di gambe,
ne sarei stato il motore,
felice di poter rombare alle tue spalle,
gli occhi a versar affetto alla tua nuca, le parole alla tua anima.
Se su un letto, supina, a rimirar il soffitto,
invidie e sortilegi ti avesser… Continua
Domani non sarà diverso da oggi. Il tempo scorrerà uguale, i minuti si rincorreranno con lo stesso ritmo, il sole sorgerà e tramonterà, ci saranno la luna e le stelle, forse la pioggia, ma non sarà diverso.
Il cielo sarà uno soffio di azzurro sospeso nell’immenso, con gli aerei a sfregiarlo e gli uccelli ad accarezzare l’idea dell’infinito, un volo che non termina nemmeno quando il sole tramonta dietro l’arco dell’orizzonte, dove il limite si perde e sembra precipitare in un baratro senza fine.… Continua
Rivedrò nel tuo corpo il dolore, l'angoscia, le giornate di sole passate a tenerci la mano, le foglie d'inverno che sfioravano il tuo viso mentre passeggiavamo, le tue gambe, la tua pelle calda, la gioia nel vederti ogni giorno o solo nel sentirti, quanto ti desideravo. Si, quanto desideravo i tuoi occhi dentro i miei, la tua bocca, i tuoi zigomi e quella faccia da idiota che avevi quando mi parlavi.
E' stato un anno duro, non volevo altro che questo. Ci sono riuscita, ed ora voglio continuare… Continua
RACCONTO DI NATALE
-un Natale Bunkerico-
Data la mia età forse sarebbe meglio se tacessi, ma vi giuro che ho visto Babbo Natale. Non era un uomo travestito da... era lui!
Babbo Natale era in banca. Sul volto un'espressione triste, le renne ad aspettarlo fuori. Il freddo per loro è amico.
-Che ci fa Babbo Natale in banca?- mi sono chiesto.
In coda dietro di lui, che fortuna!
Allungo l'orecchio...
ascoltando capisco che ha bisogno di un prestito per comprare i regali.
Cosa potrà mai dare come ga… Continua
Sinceramente, non saprei proprio da dove iniziare. Ah, sì, il destino …
Dentro una campana di vetro, in qualche anfratto coperto di sintetica neve, una fanciulla di nome Biancofiore suggella il suo amore partorendo un figlio.
“Oh, me lassa che mi lasciai possedere da un re il cui regno era destinato a sprofondare nel mare come fanciulla i cui seni soltanto affiorano rocciosi, resistendo alle inondazioni!”
Una bambina nella vasca da bagno, intanto, ignora il suo sesso, condividendo le acque con i… Continua
Aggiunto da Giaciglio su 19 Novembre 2008 a 17:51 —
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Le foglie ingiallite dall’autunno, cadevano, e insieme ad esse una speranza moriva, si lasciava scivolare in un turbinio di incertezze e sensazioni inqualificabili, caselle di un gioco bambino, in cui incastrare stelle e cilindri colorati.
“Su Andrea, provaci ancora” - gli aveva detto una voce femminile senza corpo.
Andrea guardò le sue mani piccole e il cubo colorato che aveva tra le mani. Strinse la lingua tra i denti e cercò la posizione migliore per far cadere la forma all’interno dell’og… Continua
AVVISO: i contenuti non sono... ehmm... moderati. Se pensi di poter rimanere turbato clicka QUI.
Ahahahaha!!!
Davvero credi mi importi se mi dimenticherai o no? Se mi odierai perfino?
Credi che viva nella speranza di rimanere nello scrigno in cui conservi i tuoi più bei ricordi?
Guardami. Mi importa di sopravviverti, di trovare un nuovo posto ora che ho perso il mio.
Che finisca in fretta questo purgatorio nel quale mi dibatto come… Continua
Andrea alzava gli occhi per istinto ogni volta che girava l’angolo della stradina e sapeva che l’avrebbe vista lassù, incorniciata dalle tendine di pizzo bianco che guarnivano come un simbolico sipario teatrale la finestra del primo piano.
Fiori colorati salivano sempre in accordo alla stagione da una cassettina verde scuro posta sul davanzale: viole del pensiero, primule, petunie, altri di cui non sapeva o non ricordava il nome.
Non era un viso troppo segnato dal tempo, ma aveva qualcosa di par… Continua
Si affaccenderanno intorno a queste mani
uomini ben intenzionati,
le bocche contorte in una smorfia di pietoso disgusto.
Sciogliendole dalle tasche
noteranno, non primi, la lunga linea della vita
e si chiederanno quale fato ironico l'abbia concessa e poi spezzata.
Si sorprenderanno a realizzarvi la forma intatta del tuo cuore,
il solco pulsante,
e annuiranno.
Che il concessionario temporaneo di tal divino manufatto
si sia arreso alla miglior vita possibile,
nascondendo le membra che l'ospitarono… Continua
Aggiunto da roberto mazzuia su 11 Novembre 2008 a 10:03 —
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“La prego “ disse Andrea con voce sommessa
“ Sono molto stanco e sono confuso e… non saprei davvero dove andare a quest’ora della notte. Mi lasci dormire qui…la prego.”
Singhiozzò; quel suono roco lo investì come un treno in corsa, un suono smorzato, segmentato; un rantolo che non riconosceva come suo.
“ Non ha una camera? “ continuò a domandare elemosinando clemenza “ una sola… anche piccola…”
In quel momento nulla per lui aveva più importanza, nulla alcun senso, neanche le sue parole, neanche… Continua