“Passa la bellezza nei tuoi occhi neri, scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri”
Incroci di gambe, segnaletiche di sguardi,
“Passa la bellezza nei tuoi occhi neri e stravolge il canto della vita mia di ieri”
sono gli abiti maldestri di questa notte, parabola sarcastica e mal cucita.
“Tutta la bellezza, l’allegria del canto, che mi fa tremare quando tu mi passi accanto”
I brividi che mi dai non somigliano a un amore perverso, consumato e stravolto su volti sconosciuti.
“Ho paura dell…
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Aggiunto da Giaciglio su 13 Febbraio 2009 a 11:22 —
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Sono sola in questa stanza, le luci colorano di arancio il buio mentre tu mi guardi e ridi. Sei lì che giochi e mi fai le smorfie, io mi volto e rido di gusto. Sei l’unico che sappia illuminare il mio viso nel buio. Peccato che non sei reale come reale è questa fila di denti bianchi che non si dischiudono in bacio. Scambio solo sorrisi col vuoto.
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Aggiunto da Giaciglio su 2 Febbraio 2009 a 21:44 —
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Signore,
per il pensiero che oscilla tra l’esistente e l’impossibile
per quegli acini di angoscia mal sotterrati
per l’indicibile desiderio di prendere la luna
tutti gli astri e quei fantasmi nel cielo
e portarli qui sulla terra a marcire
Signore,
per lui che forse non esiste
e per me che ballo sempre lo stesso valzer
di incantata prefabbricata solitudine
per tutto questo astratto dolore
e l’insoddisfazione
accetta il mio ringraziamento
perché è in questo anfratto di tristezza
che apprezzo il so…
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Aggiunto da Giaciglio su 1 Febbraio 2009 a 3:17 —
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Sinceramente, non saprei proprio da dove iniziare. Ah, sì, il destino …
Dentro una campana di vetro, in qualche anfratto coperto di sintetica neve, una fanciulla di nome Biancofiore suggella il suo amore partorendo un figlio.
“Oh, me lassa che mi lasciai possedere da un re il cui regno era destinato a sprofondare nel mare come fanciulla i cui seni soltanto affiorano rocciosi, resistendo alle inondazioni!”
Una bambina nella vasca da bagno, intanto, ignora il suo sesso, condividendo le acque con i…
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Aggiunto da Giaciglio su 19 Novembre 2008 a 17:51 —
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Quest’ora mi è nuova, tramonto fatto di silenzio che si specchia nell’anima. Le volte in cui mi trovai compiaciuta della solitudine compagnia si enumerano come stelle, con l’indice le contai spedendo lettere a Morfeo. Non è quindi l’esser sola che mi angoscia. Cosa allora se non l’assenza di un volto che brillar mi faccia degli occhi il sonno? Ho solo amori fantasiosi, sabbia nel vuoto a crear castelli, annegati poi dall’anima che piange verità. Ahimè, le menzogne mascherate della notte sono str…
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Aggiunto da Giaciglio su 8 Novembre 2008 a 14:56 —
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Sei lo scandalo della mia ragione, ti allontano eppur ti amo. Ho conquistato il tuo ricordo, gioia misurata in gocce di palpebre socchiuse. Così ti custodisco nell’eterna casa da illimitati metri quadri che è il cuore quando il tempo onora.
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Aggiunto da Giaciglio su 6 Novembre 2008 a 15:16 —
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Ci sono momenti in cui il mio corpo non tende verso niente, fluttuante nella vuota aria dei se; in quei momenti alcune voci trafiggono come aghi appuntiti la mia testa che vibra eccitata come da carezza di mano invisibile. Capisco l’astinenza quando la preferisco ad un’azione fasulla, contorta immagine di perverse mal riuscite ambizioni. Ho la bocca pastosa e gli occhi di un finto cieco mentre ti bacio. Non so dirti che ti amo, eppur non t’ho mai amato. Pregi convincenti adulano i cuori stanchi,…
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Aggiunto da Giaciglio su 23 Ottobre 2008 a 23:34 —
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Manca qualcosa in tutto questo castello così perfetto. Ero davvero qualcuno quando mi sono trovata un’ala e ne ho costruite altre cento, tutte forti e robuste come te. A volte però sento quelle lacrime figlie del ferro piegato, manomesso, le sento scivolare sulla guancia e non so nemmeno perché. Sono lì, peregrine di neon interrotti e falsi cartelli guida, eroiche assaltatrici del mio presente. Ricordami cosa cerco, perché t’ho perso. Invasore del mio goffo stare in piedi mentre tutto crolla, pr…
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Aggiunto da Giaciglio su 22 Ottobre 2008 a 0:27 —
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Volteggiando dal sesto piano
Se ti conoscessi forse capirei tutto, magari invece non servirebbe a niente. Se ti conoscessi penserei ai tuoi occhi, ad un tuo sguardo felice perso nell’ilarità che cela la tragedia. Se ti conoscessi accompagnerei il tuo corpo fino a quel sesto piano e ad ogni scalino tenterei invano di chiamarti. Ma non ti conosco e vedo solo ombre sulle mura che accompagnano la tua ultima salita. Non so nemmeno quanti anni hai, mi hanno detto che sei giovane. Tanto non con…
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Aggiunto da Giaciglio su 8 Ottobre 2008 a 23:44 —
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La lontananza insinua
strane voci nel petto, centrifuga di affanni e
sbilenchi punti di interrogazione.
Il tempo dei baci perde la corsa contro il tempo che insiste
senza te. Vieni risucchiato dal prolungarsi delle ore in
attesa e dal
rapido fluire delle ore che mi stringono a te. Il tempo dei baci scadrà presto e all’
ultimo rintocco dei tuoi occhi saprò che dovrò aspettare
un’altra eternità prima di rinchiudermi tra le bracci…
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Aggiunto da Giaciglio su 3 Ottobre 2008 a 13:44 —
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Se c’è un
paradiso non lo voglio vedere
brillare in porte d’oro, angeli sospesi e vesti leggere.
Se c’è un paradiso io voglio che sia come la sensazione di
pace che ho dentro quando sono tra le tue braccia. Non voglio sapere che ci saranno
puttini affacciati sulle bianche nuvole. Voglio
sentire che ci sarai tu,
sempre.
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Aggiunto da Giaciglio su 30 Settembre 2008 a 23:30 —
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I nostri abbracci come parentesi racchiuse tra un
cielo pieno e un
mare solido. Ora che ci sei tu l’unico mio
sprofondare sarà tra le tue
braccia. Se
affonderò le mani nel cielo so che non torneranno vuote ora che posso riempirlo dei tuoi
occhi. Ultimo giorno di settembre, il sole è tornato per augurarci
buona fortuna. Anche se tutto dovesse coprirsi di
nuvole, il lungo mare resterà lì a ricordarmi che è bastato un istante per…
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Aggiunto da Giaciglio su 30 Settembre 2008 a 21:14 —
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Somigli ad una
scheggia che
scalfisce i vetri della
misericordia.
Sai
uccidermi così lentamente che ho paura persino dei tuoi
sorrisi.
Non è quello che si tira che torna indietro, ma è quello che ricevi che non tornerà più.
Così fanno
male quelle passeggiate
mano per la
mano
e
trafiggono quelle gocce di pioggia sotto le quali mi baciasti.
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Aggiunto da Giaciglio su 30 Settembre 2008 a 11:38 —
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Penso di non avere mai scritto di questo, del mio primo giorno d’amore. Bussò il citofono a
via Tino di Camaino 3 e come sempre corsi a rispondere, non mi aspettavo la tua voce,
non aspettavo nessuno. Pioveva a dirotto, forse la tua voglia di rendere tutto come in un film ti aveva fatto scegliere quel giorno. Così scesi e ti trovai tutto bagnato, fradicio, cosa tirasti fuori dalle tasche? Un cd di
Avril Lavigne, colonna sonora dei miei 15 anni. Non avevo nemmeno il coraggio…
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Aggiunto da Giaciglio su 28 Settembre 2008 a 13:28 —
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Chissà dove correrei se davvero venisse quel giorno,
il giorno della fine del mondo. Forse lo so, correrei da te. Non bastano anni per risolvere una vita, mi sazierei però di un solo attimo dei tuoi occhi. E adesso invece che
non crolla nessun cielo e tutto finge di restare al suo posto, adesso non so correre da te. Perché? Mi appenderei forse a quell’unico amore per scrivere una pagina che altrimenti resterebbe bianca. Forse invece è in questo
presente assente di pau…
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Aggiunto da Giaciglio su 27 Settembre 2008 a 19:58 —
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Calatevi dalla vergogna
voi non siete essere umani
voi che considerate l'altro
al par di una foglia
che se cade dall'albero
è colpa del vento
o di chi indifferente la taglia. Continua
Aggiunto da Giaciglio su 25 Settembre 2008 a 17:32 —
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A volte portano più lontano le porte che non hai aperto, quelle chiuse alla verità. I muri sbarrati che vincono il futuro. Le mani degli uomini rovinano le speranze giorno per giorno quando anche i varchi più promettenti si consumano in colonne ritagliate nel cielo. Ho deciso questa prigione volontaria, piena di porte chiodate e amori presentiti e così, custoditi.
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Aggiunto da Giaciglio su 23 Settembre 2008 a 16:57 —
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Qualche battito rimane nell'aria anche dopo il volo dei nostri sogni. A te non resta che fermarti in quell'unico angolo, le tue mani unite a trattenere un soffio, finché non apri il palmo e metti le ali anche al cuore. Non parlo di quella scatola vuota che stringe gli amori, fino a strozzarli. Non parlo nemmeno di superfici troppo levigate sui cui far scivolare emozioni. In cumuli di ordine e infinite catalogazioni brilla un'etichetta vuota e senza nome, stracciata da un vestito sgualcito e mal…
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Aggiunto da Giaciglio su 23 Settembre 2008 a 16:19 —
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