Crazy dreamers'

Letteratura & Arte

La porta è semi aperta, c’è giusto lo spazio per passarci di lato. Entrambi guardiamo quella faccia immersa nel dessert, il collega se ne sta con le mani nelle tasche del giubbotto, facendo finta di niente, come se tutto quello che era davanti a noi fosse una cosa del tutto normale. Un silenzio da cimitero: contemplo la sigaretta ancora accesa, di fronte al cadavere, lasciata nel portacenere pieno di sigarette ormai arrugginite.
- Certo che ha mangiato proprio tanto! – me lo dice con un sorriso forzato: non vuole proprio convincersi che Morire per troppo dessert è fuori dal comune… – Fossi in lui avrei preso un po’ di Alka Seltzer… però… gli sarà piaciuto così tanto, quel dessert, che ha gettato le posate e ci ha infilato la sua testa dentro. Dai, andiamocene. Starà dormendo…
Aveva dimenticato quelle orme che portavano proprio a questa casa, orme di andata che terminavano vicino alla sedia sulla quale è seduto l’uomo, e orme di ritorno che si affievolivano sempre di più man mano che si scendeva dalle scale. E man mano che si scende dalle scale si trova un piccolo barattolo, un medicinale chiamato Clessidra, non ancora consumato del tutto, con del liquido verde dentro. Un verde che ho già visto da qualche parte, sul tavolo, quel tavolo che fino a pochi minuti fa aveva dei corpi che gli ruotavano attorno, uno seduto di fronte al cadavere, che fumava una sigaretta lasciata nel portacenere, l’altro, invece, in casa non ci ha messo piede…
- Ti parlo di pochi minuti fa, sono sicuro che quel suono di campanello era proprio di questa abitazione. Sono il suo vicino di casa, meglio di me nessun’altra persona poteva sentire così chiaramente… e appena sono uscito, non ho sentito nient’altro che il cancello del condominio che veniva chiuso violentemente e poi dopo qualche secondo ho sentito il motore di una macchina accendersi, poi più niente… a parte quello che vedi ora…
E’ stato come un avviso… andando di fretta, però, hanno dimenticato questo medicinale sparso sul dessert… “Che peccato”, penso, sfiorando coi miei polpastrelli un giubbotto femminile appoggiato sulla sedia di fronte all’uomo, “Questa povera donna, se sta per strada, si starà congelando”, cucita, nuova di zecca, senza un brandello di polvere e profumata…
- A questa testa di dessert non l’ho mai vista qui…
poi si ferma, mi guarda e nota che il mio sguardo è concentrato sul giubbotto…
- Beh… quando hai la Stoffa da sarto non ti ferma più nessuno, vengono fuori ‘ste meraviglie… bella vero? E comunque l’uomo è sposato, ha anche la fede nuziale all’anulare sinistro… poi, boh… dico io, che ci faceva qui? Ma chi lo sa! Lei non è amica a gente che supera i quarant’anni, sposata, né tantomeno li invita a casa a mangiare un dessert…
Aveva dimenticato che nel dessert c’è Clessidra, uno dei medicinali più pericolosi che esistono… e nessuno, tranne un esperto in medicina, poteva permettersi di fare uso di un medicinale così dannoso.
- Macchè! Lei con la medicina non ha niente a che fare…
E’ stata di certo la sarta a portare via il medicinale, visto che si vede pienamente il margine appiccicoso del barattolo appoggiato sul tavolo, è stata di certo la sarta ad avvelenarlo, visto che non c’era nessuna persona in casa, come sempre. E non sarà di certo stata la sarta a bussare alla porta e a scappare subito fuori…
Eppure, a pensarci, dovrei continuare a ringraziare la figlia del collega, che ha fatto andare al padre in farmacia a comprare la Tachipirina, perché aveva la febbre troppo alta, che gli era stata consegnata dalla dottoressa che ha messo la clessidra sul tavolo, e che aveva come cliente una signora vestita troppo scollata, una vicina di casa, colei che della clessidra ne aveva consumato persino i brandelli.

NOTA DELL'AUTORE: questo racconto è semplicemente squallido...

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9 Commenti

La Redazione Commento da La Redazione su 6 Ottobre 2008 a 8:15
Viva l'ottimismo, Em!
Emanuele Cerullo Commento da Emanuele Cerullo su 6 Ottobre 2008 a 13:45
su questo racconto non si può essere ottimisti... è pessimo...
Alfonso Commento da Alfonso su 6 Ottobre 2008 a 16:22
Hai la stoffa del giallista. :))) continua a me è piaciuto, a parte qualche errore macroscopico.
Giaciglio Commento da Giaciglio su 6 Ottobre 2008 a 23:17
a me piace tantissimo. Intrigante davvero. Soprattutto però mi piace lo stile, come hai raccontato.
Bravo fratellì.
tvb
Lilia Commento da Lilia su 8 Ottobre 2008 a 20:35
Solo qualche accorgimento in più da fare ...sorridiiiiiiiii:o)
A me è piaciuto!!!
Lilia
Emanuele Cerullo Commento da Emanuele Cerullo su 16 Ottobre 2008 a 18:55
@ LILIA: Nelle cose che scrivo io, c'è SEMPRE qualche accorgimento in più da fare...lo so lo so...:)
Lilia Commento da Lilia su 17 Ottobre 2008 a 9:16
...anche nelle mie... ;o)
Non preoccuparti e vai avantiiiiiiiiiiiii , come faccio anche io.
Emanuele Cerullo Commento da Emanuele Cerullo su 17 Ottobre 2008 a 17:25
mi fermo.pausa riflessione.. ..
Marco Commento da Marco su 1 Gennaio 2009 a 14:52
Sembra un fatto vero.
Ciao dal Bunker-u

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