Ce la faremo insieme.
Prendimi la mano, si perderà nella tua, grande da sempre, da quando sono nata.
Mi hai tenuta tra le braccia, mi hai guardata negli occhi, mi hai sorriso.
Mi ricordo quando avevo sei anni, mi hai insegnato a ballare il lento, durante una sagra, in una piazza.
E a sette anni? Ti chiedevo di disegnare per me buffi personaggi, quelli con il naso grande. Li ricordi?
A nove anni mi hai stampato la copertina del quaderno delle poesie, quelle inventate da me, le filastrocche del pappagallo rosso, verde e giallo.
Mi hai sbattuto in faccia la realtà: "per vivere bisogna imparare a stare da soli". E in effetti mi faceva male, ma ho resistito. E ho capito.
Mi hai sorriso anche quando non ti andava di accompagnarmi al centro commerciale, perchè eri stanco. Ma io ero troppo egoista per capirlo, sono egoista tutt'ora, quando ti chiedo di fare qualcosa per me.
Ho diciotto anni. Ogni volta che lo dico mi vengono le lacrime agli occhi. Sono cresciuta, sono una persona diversa dal resto del mondo, perchè tu hai saputo prendermi, perchè quando mi parli ti capisco.
Forse noi siamo nati per soffrire, solo attraverso la sofferenza mi sento viva ogni giorno. Quella sofferenza che finisce, prima o poi. Si, te lo prometto, finirà. Tutto questo finirà.
E non ci serviranno tanti soldi...
Non ci servirà una villa, una piscina e l'auto costosa.
Vivremo d'amore.
Viaggeremo lontano, anche senza una casa, senza bisogno di vestiti o cibo, viaggeremo dove siamo abituati ad andare, in posti lontani, senza il "velo" che non ci permette di vedere la realtà.
Insieme.
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