Un uomo legato indissolubilmente a questo cubo bianco, ad un mondo che girava alla sua stessa velocità, un mondo che gli aderiva perfettamente come una seconda pelle; un mondo senza confronto, una vita senza ritorno o forse un ritorno c’era, ma dove?
Non sapeva neanche da dove venisse, né dove andasse, né perché fosse lì. E cos’era, poi, quel freddo insopportabile che lo compenetrava, che lo infastidiva …
Lui era un semplice uomo, ne era certo; un uomo dinanzi ad uno specchio, un uomo e la sua storia senza storia o con mille e mille storie che non ricordava.
In un frangente si perse dietro al filo infinito dei suoi pensieri . Fu solo un attimo, poi, gemendo, sospirò.
Fu sconvolgente l’attimo che seguì. Quel gemito si amplificò a dismisura e come eco rimbalzò da una parete all’altra dando vita ad un’onda sonora terrificante.
Il suono fu così forte e devastante che accovacciandosi a terra dovette tapparsi le orecchie per non impazzire. I vetri degli occhiali poggiati sul naso si frantumarono in mille pezzi e fu allora che lo vide…
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